
SESTOLA, Alto Appennino Modenese. Allora, partiamo da una cosa: questa casa non si fa trovare subito. Fa la preziosa. La diva. Quella che “se mi vuoi, mi cerchi”. E tu lì, che segui il sentiero pensando “ma dove diamine mi sta portando Lucie stavolta?”. Poi giri l'angolo e… tac. Panorama che ti stende. Montagne, colline, valli, e quel silenzio che sembra fatto apposta per farti dire “ok, mi fermo qui e non torno più giù”. La Casa del Sentiero Segreto è così: un po' timida, un po' misteriosa, un po' “non mi faccio vedere a tutti”. Ma quando decide di mostrarsi… oh mamma. Le nostre montagne sono gelose, si sa. Nascondono le cose belle come certe nonne che tengono i biscotti buoni nell'armadio alto. E tu devi essere abbastanza curioso, abbastanza testardo, abbastanza… te stesso, per trovarle. E qui arriva la parte buffa: nonostante tutto questo fascino da “luogo segreto”, ci arrivi comodamente. Due strade, una da Fanano e una dalla provinciale. Niente trekking estremo, niente corde, niente sherpa. Solo tu, la macchina, e cento metri dopo… un panorama che ti fa venire voglia di chiamare qualcuno e dire “non ci crederai mai dove sono finito”. Intorno alla casa ci sono campi, boschi di quercia, luce a volontà. Qui il sole arriva presto e se ne va tardi, come un ospite che non vuole più tornare a casa. E sinceramente lo capisco. Il nome? Arriva da un vecchio proprietario che prima di volare in Australia girava sempre in bicicletta. Un tipo simpatico, pare. E lo spazio non gli mancava: 87.000 mq. Sì, hai letto bene. Ottantasettemila. Praticamente se ti perdi nel bosco puoi dare la colpa a te stesso, non alla proprietà. La tenuta è un piccolo villaggio: – il ranch nuovo e luminoso – il pollaio con il forno per pane e pizza (che già da solo vale il viaggio) – il pozzo – e la vecchia casa agricola che ormai è più poesia che muratura Il ranch, finito nel 2010, è il cuore pulsante. Entri e ti accoglie un grande open space con camino centrale, cucina aperta, tavolone conviviale, due camere generose e un bagno moderno. Poi scendi la scala larga e trovi un disimpegno trasformato in zona polivalente, la taverna che affaccia sul portico di 64 mq (che te lo dico a fare…), un'altra camera grande e un bagno con doccia a pavimento. È una casa piena di oggetti che parlano, di dettagli che scaldano, di vita vissuta. Fuori… fuori c'è il bello. Zona pic-nic, bosco, silenzio, panorama. E poi lei: la vasca con i piedi da leone, romantica, scenografica, perfetta per un bagno sotto le stelle. Una di quelle cose che non ti aspetti e invece eccola lì, come un segreto sussurrato piano. La casa oggi è usata per affitti brevi. E funziona, eccome se funziona. Forse perché qui tutto sembra un po' più vero, un po' più lento, un po' più nostro. C'è la rete cellulare 4G/5G























