Nel cuore del borgo storico del Castello di Andora, la visione del progetto nasce da una lettura profonda del luogo e si articola in tre livelli connessi, che seguono la pendenza naturale del terreno e il sistema storico dei terrazzamenti. La pietra esistente costituisce il basamento narrativo del progetto: muri irregolari e carichi di tempo che diventano struttura, contenimento e racconto. Il primo livello, al piano -1, è il più intimo e protetto, quasi scavato nella materia del luogo. Qui trovano spazio quattro camere da letto con bagno en-suite e una zona giorno raccolta ma aperta verso l’esterno. In continuità al livello si apre anche l’ampia area giardino, cuore verde del progetto, dove la piscina si inserisce con naturalezza nel disegno delle terrazze storiche, come luogo di quiete e contemplazione sospeso tra pietra, vegetazione e cielo. Il secondo livello, al piano terra, rappresenta la dimensione più conviviale: soggiorno principale, una camera e un bagno si susseguono in una sequenza fluida e luminosa, con accesso a un grande terrazzo panoramico vista mare, estensione diretta dell’abitare e spazio di relazione. L’ultimo livello accoglie la parte più privata dell’abitazione: la master room, concepita come suite panoramica con bagno dedicato e terrazzino privato, da cui borgo, mare e rovine del castello aprono ad una visione intima e privilegiata. Completano il progetto sei posti auto esterni, integrati nel sito, e due accessi indipendenti alla proprietà, a garanzia di flessibilità e privacy. Il progetto rivela una sapiente sovrapposizione di tempi e funzioni: alla base terra e pietra, sopra i livelli abitati aperti alla luce, infine le coperture in laterizio che ricompongono una skyline coerente con il borgo storico. Il progetto ha completato l’intero iter autorizzativo: tutte le approvazioni sono state ottenute e gli oneri assolti. L’intervento è quindi pronto per l’avvio dei lavori, nella fase in cui l’architettura smette di essere disegno e diventa presenza reale nel paesaggio. Il Castello di Andora non è sfondo, ma presenza viva, e l’architettura torna a essere memoria costruita, paesaggio abitabile, emozione che attraversa il tempo senza consumarsi.