Viaggio nella Bellezza. Le pietre raccontano: il Giardino Arabo del Casino Ceo SuperficiCasino storicoPiano terra: circa 450 mq
Piano primo: circa 200 mq
Piano secondo: circa 80 mq
Corpo di ampliamentoPiano terra e seminterrato: circa 380 mq
Terreno agricoloCirca 40.000 mq (4 ettari)
Esistono proprietà che si visitano e proprietà che si leggono, come un libro antico. Il Casino Ceo appartiene a questa seconda categoria.Ogni pietra, ogni prospettiva, ogni dettaglio architettonico racconta la storia della nobiltà agraria pugliese, di un'epoca nella quale la ricchezza non si misurava soltanto nella vastità dei terreni, ma anche nella capacità di trasformare il lavoro della terra in cultura, architettura e bellezza.Immerso nella campagna di Casamassima, in Contrada San Lorenzo, il Casino Ceo rappresenta una delle più interessanti testimonianze delle dimore rurali della Terra di Bari: edifici nati per amministrare i grandi fondi agricoli, dove la funzione produttiva conviveva con quella residenziale.Ancora oggi il complesso conserva un rapporto autentico con il paesaggio agricolo circostante, fatto di campi coltivati, alberature storiche e antichi percorsi rurali che raccontano secoli di vita contadina.La posizione è particolarmente strategica: lungo la strada provinciale Casamassima-Turi, a pochi minuti dai principali centri dell'entroterra barese e ottimamente collegata alla città di Bari attraverso la SS100.La proprietà è costituita da diversi fabbricati realizzati in epoche differenti, caratteristica che ne amplia notevolmente le potenzialità. La distribuzione degli spazi si presta infatti tanto alla realizzazione di una prestigiosa residenza privata quanto allo sviluppo di un progetto ricettivo di alto livello o di una struttura destinata all'organizzazione di eventi. Il Casino ottocentescoL'edificio principale riprende i caratteri tipici del "casino" di campagna pugliese.Il termine "casino", in questo contesto, non indica una casa da gioco, ma una dimora padronale costruita tra il XVII e il XIX secolo dai grandi proprietari terrieri come residenza stagionale durante i periodi di raccolta.Era il cuore amministrativo dell'azienda agricola, luogo di rappresentanza e di controllo delle coltivazioni, distinto dalla masseria fortificata per una maggiore attenzione agli aspetti residenziali e decorativi.Questa tipologia edilizia rappresenta ancora oggi uno degli elementi architettonici più caratteristici della Terra di Bari e dell'altopiano delle Murge.Il fabbricato si sviluppa su tre livelli ed è costruito in pietra calcarea locale.Il prospetto principale, disposto in asse con il piazzale d'ingresso, esprime un linguaggio architettonico raffinato, nel quale convivono richiami rinascimentali ed eleganti suggestioni neoclassiche.Due possenti lesene scandiscono verticalmente la facciata fino alla cornice di coronamento, mentre il balcone monumentale del piano nobile, sostenuto da una teoria di colonnine in pietra, dona equilibrio e monumentalità all'intero prospetto.Al centro della composizione si apre il grande portale in quercia perfettamente conservato, attraverso il quale la luce invade gli ambienti interni creando un continuo dialogo fra ombre e superfici intonacate a calce.Gli interni raccontano l'evoluzione dell'abitare borghese tra Ottocento e Novecento.Al piano terra si susseguono ambienti voltati a botte e a vela, con pavimentazioni differenziate secondo la destinazione originaria dei locali: pietra lavorata a otto denti negli spazi destinati ai depositi e pavimenti in pastina di cemento nelle cucine.Il piano nobile conserva invece eleganti volte a vela e preziose pavimentazioni originali in cementine a doppia pressione, testimonianza della ricerca decorativa propria della borghesia terriera dell'epoca.Al secondo livello trovano spazio le ampie soffitte con copertura in coppi e il lastrico solare, dal quale si apre una vista straordinaria sulla campagna circostante.Anche il colore esterno della dimora racconta una storia.Il rosso pompeiano, molto più costoso della tradizionale calce bianca, rappresentava un chiaro simbolo di prestigio sociale. Curiosamente, durante il primo conflitto mondiale questa particolare tonalità contribuì anche a mimetizzare gli edifici nelle riprese aeree, riducendone la riconoscibilità rispetto ai terreni ferrosi circostanti. L'ampliamentoAccanto al fabbricato storico, negli anni Novanta è stato realizzato un secondo edificio disposto su due livelli.I suoi ampi ambienti possono essere facilmente integrati con la dimora principale, ampliando le possibilità di utilizzo della proprietà sia in ambito residenziale sia ricettivo. Il Giardino AraboIl vero elemento di unicità del Casino Ceo è però custodito all'interno del suo giardino.Qui si conserva un raro impianto di ispirazione araba, testimonianza di una cultura che ha lasciato profonde tracce nella storia della Puglia.Nella tradizione islamica il giardino rappresenta la materializzazione...