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Attici in vendita Val Brembilla

  • Attico, Val Brembilla

    • E
    • 62.000
    • 4
      Locali
    • 1
      Bagni
    • 80 m2
      Superficie

    PANORAMICISSIMO!!!!!!!!! In zona panoramica e soleggiata in piccola palazzina,bellissima mansarda servita da ascensore,composta da: ingresso,soggiorno con angolo cottura,2 camere,bagno,lavanderia,ripostiglio.Cantina. VAL BREMBILLA In zona panoramica e soleggiata in piccola palazzina, bellissima mansarda servita da ascensore, composta da: ingresso, soggiorno con angolo cottura, 2 camere, bagno, lavanderia, ripostiglio.Cantina. VAL BREMBILLA Le origini del paese non sono completamente note, dati la mancanza di riscontri certi. Si presume che alcuni piccoli insediamenti siano già presenti ai tempi dei Romani e delle successive dominazioni, dato che la zona era inscritta in quella vasta porzione di terra chiamata Lemine. Il toponimo indicherebbe il corso d'acqua chiamato appunto Brembilla che, attraversando il paese, sfocia nel vicino Brembo. Questo risalirebbe al Medioevo, periodo durante il quale il paese, composto da numerosissime contrade, cominciò ad assumere una certa importanza. Questo è il modo in cui si parla di una zona che comprende tutto l'attuale valle Brembilla, ed i paesi della Valle Imagna posti sul monte Ubione. Ed è proprio durante l'epoca medievale che il borgo vide imperversare scontri cruenti, molto più che nelle altre zone della provincia bergamasca, tra guelfi e ghibellini. Di fazione ghibellina, Brembilla si trovò contrapposta a numerosi paesi limitrofi, tra i quali quasi tutta la valle Imagna, e vide tra i suoi elementi più rappresentativi Eugenio, Simone, Zavino e Mogna della locale famiglia dei Carminati. In tutta la zona sorsero numerose costruzioni difensive, e Brembilla si dotò di fortificazioni quasi inespugnabili, in primis il castello sul monte Ubione, costruito nel X secolo. Forte di una grande quantità di uomini il borgo tenne testa agli avversari io quali però, nel 1402, riuscirono ad avere la meglio. Venne decisa la distruzione del castello, di cui portoni vennero portati in trionfo dai guelfi nel vicino paese di San Giovanni Bianco. I ghibellini chiesero quindi aiuto ai Visconti, signori di Milano, che intervennero riuscendo a sconfiggere gli avversari e ad estendere il proprio dominio sulle valli della zona. Il modo con cui infierirono gli avversari portò i guelfi a cercare più volte la vendetta con ulteriori uccisioni. Dopo continui ribaltamenti di fronte al dominio dei Visconti e dei ghibellini fu definitivo, anche se il rancore guelfo dava spesso seguito un rivolte poi soffocate con le armi. Nel corso del XV secolo, la zona passò sotto il controllo della repubblica di Venezia che, in contrapposizione con i Visconti, sosteneva lo schieramento guelfo. La Serenissima dovette però piegare la resistenza ghibellina che ancora covava in questa zona e non dava cenni di resa. L'apice arriva nel 1453 quando i veneziani sferrarono l'attacco definitivo a Brembilla ricorrendo ad un inganno: convocarono infatti i capifamiglia del paese a Bergamo colomba, invece di ascoltarne le richieste, li fecero arrest

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